Introduzione
Da decenni i certificati di taratura sono il principale mezzo di comunicazione tra laboratorio di taratura e utilizzatore. Documentano risultati di misura riferibili, incertezze di misura e condizioni al contorno rilevanti – ma nella pratica quasi sempre come PDF e quindi pensati soprattutto per l’interpretazione umana. Per database, sistemi LIMS o valutazioni automatizzate, queste informazioni sono utilizzabili solo con un notevole lavoro aggiuntivo.
Con il Digital Calibration Certificate (DCC) è disponibile da alcuni anni un formato standardizzato basato su XML, che rappresenta le informazioni di taratura in modo strutturato e leggibile dalle macchine. Nel frattempo esistono sia convenzioni trasversali alle grandezze di misura sia rapporti di esperti specifici di settore, che creano un quadro solido per l’implementazione pratica – anche nella taratura di temperatura.
Molti laboratori si trovano quindi davanti a una domanda molto concreta: come trasferire procedure consolidate e certificati di taratura collaudati nel mondo DCC, senza aggiungere complessità alla routine di laboratorio?
Questo articolo analizza questa transizione dal punto di vista di un laboratorio di taratura di temperatura. Al centro ci sono i termometri a resistenza secondo DKD-R 5-1 e la domanda su come ritrovare in modo coerente i contenuti di un certificato di taratura classico in un DCC strutturato – dalla scala di temperatura utilizzata alle condizioni ambientali, fino all’autoriscaldamento e all’isteresi.
Contenuti
Motivazione
A prima vista, il mondo consolidato dei certificati di taratura in PDF funziona in modo affidabile: il cliente riceve un documento, può seguire e archiviare la tabella con valori di misura e incertezze nel sistema QM. Diventa però critico nel momento in cui i dati di taratura devono essere ulteriormente elaborati – ad esempio per l’importazione automatica in un sistema di gestione delle apparecchiature di prova, per analisi di trend o per confrontare più tarature nel tempo.
La causa sta nella natura del formato: un PDF non contiene grandezze di misura esplicite, né unità interpretabili in modo univoco, né metadati strutturati. Le informazioni in esso contenute sono ben leggibili per le persone, ma accessibili alle macchine solo con un notevole lavoro aggiuntivo.
È proprio qui che entra in gioco il Digital Calibration Certificate. Un DCC non si limita a documentare in un testo continuo che un Pt100 è stato tarato a 100 °C, ma memorizza questa informazione in strutture dati chiaramente definite – includendo strumento di misura, scala utilizzata, riferimento, grandezze d’influenza e contributi di incertezza. In questo modo diventano possibili valutazioni che oggi spesso richiedono ancora trascrizioni manuali, processi di copia-incolla o workflow basati su OCR.
Proprio nella taratura di temperatura, il passo verso una rappresentazione strutturata è naturale. Dettagli tecnici come scale di temperatura, mezzi di taratura, autoriscaldamento o isteresi devono comunque essere registrati con cura. Se queste informazioni sono disponibili in forma leggibile dalle macchine, ne beneficiano entrambe le parti: i laboratori possono riutilizzare i dati in modo coerente e gli utilizzatori ottengono una base solida per analisi a lungo termine.
La motivazione di questo articolo consiste quindi nel trasferire l’approccio DCC, spesso percepito come astratto, a un tema di taratura concreto e quotidiano. Il passaggio dal classico certificato PDF al DCC si rivela meno una svolta tecnologica e più una strutturazione coerente di ciò che nei laboratori qualificati viene già oggi misurato e documentato.
Che cos’è il DCC?
Il Digital Calibration Certificate (DCC) è un formato dati standardizzato basato su XML per descrivere le tarature. A differenza del classico PDF, qui non è la rappresentazione tipografica a essere in primo piano, bensì una struttura dati chiaramente definita, in cui tutte le informazioni rilevanti vengono archiviate in modo leggibile dalle macchine – dal numero di serie di un sensore alla scala di temperatura utilizzata, fino ai singoli valori di misura e alle relative incertezze.
Formalmente, il DCC si basa su uno schema XML, mantenuto dalla Physikalisch-Technische Bundesanstalt (PTB). Questo schema definisce gli elementi disponibili, le loro relazioni reciproche e i contenuti obbligatori e opzionali. Esempi sono dcc:administrativeData per i dati amministrativi principali o dcc:measurementResults per i risultati di taratura veri e propri. In aggiunta, il DCC Wiki funge da riferimento dettagliato per struttura, semantica e implementazione pratica.
Un principio costruttivo essenziale del DCC è la neutralità rispetto alla grandezza di misura. Indipendentemente dal fatto che una taratura provenga dai settori massa, pressione, grandezze elettriche o temperatura, viene utilizzato lo stesso quadro strutturale. Solo attraverso convenzioni specifiche – ad esempio sotto forma di rapporti di esperti DKD – nascono raccomandazioni concrete per la rispettiva grandezza di misura.
Per la taratura di temperatura, queste specifiche riguardano in particolare l’indicazione univoca delle scale di temperatura, la descrizione del mezzo di taratura e la registrazione strutturata delle tipiche grandezze d’influenza. Su questi aspetti si entrerà nel dettaglio nel seguito.
Focus di questo articolo
Il tema del Digital Calibration Certificate è ampio. Oltre a convenzioni trasversali alle grandezze di misura, esistono diverse versioni dello schema, una documentazione wiki estesa e raccomandazioni specifiche per vari ambiti di taratura. Per il lavoro pratico in laboratorio, però, non è né necessario né utile considerare tutti gli aspetti contemporaneamente. Questo articolo adotta quindi consapevolmente un focus chiaramente delimitato.
Al centro c’è la taratura di temperatura con termometri a resistenza secondo DKD-R 5-1. Questa direttiva è consolidata in molti laboratori e costituisce una base stabile per l’analisi dei dati di taratura strutturati. Il rapporto di esperti DKD DKD-E 5-3 concretizza, su questa base, come possa essere progettato un DCC tecnicamente coerente per le grandezze di temperatura.
Nel seguito vengono affrontate in particolare le seguenti domande:
- Come viene strutturato in modo coerente un oggetto di taratura – composto da sensore, indicatore o catena di misura completa – in
dcc:items? - Come si possono memorizzare in modo univoco e interpretabile nel lungo periodo le scale di temperatura, ad esempio ITS-90 o temperatura termodinamica?
- In quale punto vengono rappresentate grandezze d’influenza come autoriscaldamento, isteresi, corrente di misura e condizioni ambientali?
- Come può essere trasferita in
dcc:measurementResultsuna tipica tabella risultati secondo DKD-R 5-1 (valore di riferimento, indicazione, scostamento, incertezza)?
L’articolo non intende essere una guida completa allo schema DCC. L’obiettivo è piuttosto una traduzione pratica delle strutture astratte del DCC in uno scenario applicativo comprensibile della taratura di temperatura quotidiana. L’articolo si rivolge quindi in particolare ai laboratori che stanno pianificando l’ingresso nel DCC o che desiderano sviluppare ulteriormente i processi esistenti in modo strutturato.
Fondamenti: struttura di un DCC
Un Digital Calibration Certificate non è un documento XML strutturato liberamente, ma segue una struttura modulare chiaramente definita. La struttura complessiva può essere suddivisa in aree logicamente delimitate – dai dati amministrativi immutabili ai risultati tecnici di misura, fino ad aggiunte opzionali.
Questa sistematica corrisponde, nella sostanza, anche all’ordine dei contenuti di un certificato di taratura classico: prima le indicazioni formali, poi i risultati di misura e infine le informazioni aggiuntive. Il DCC trasferisce questa struttura collaudata in un modello coerente e leggibile dalle macchine.
La struttura XML concreta è definita nello schema ufficiale (attualmente versione 3.3.0) e nella documentazione di accompagnamento del DCC Wiki. Ciascuna di queste aree è rappresentata da un elemento superiore, i cui sottoelementi stabiliscono quali contenuti sono obbligatori e quali possono essere aggiunti in modo opzionale.
I quattro “anelli” del DCC
L’elemento radice dcc:digitalCalibrationCertificate si articola in quattro aree principali, che si costruiscono l’una sull’altra sia funzionalmente sia logicamente. Questa struttura supporta una separazione coerente tra informazioni amministrative, risultati tecnici e contenuti aggiuntivi e contribuisce in modo decisivo all’interpretabilità da parte delle macchine del documento.
Anello 1: dcc:administrativeData – base amministrativa della taratura
Questa area comprende tutte le indicazioni stabili e immutabili relative alla taratura. Tra queste rientrano, tra l’altro, laboratorio di taratura, cliente, persone responsabili, un’identificazione univoca del certificato di taratura e l’oggetto di taratura stesso – incluse informazioni sul produttore, numeri di serie e descrizione del sistema.
Per le tarature di temperatura è particolarmente rilevante la descrizione strutturata del sistema di misura in dcc:items. Qui si possono modellare in modo univoco anche configurazioni complesse, ad esempio sensori come dcc:subItems di un data logger. In aggiunta, possono essere memorizzati riferimenti normativi, ad esempio a DKD-R 5-1, nonché informazioni sull’accreditamento.
Poiché queste informazioni sono in gran parte indipendenti dalla grandezza di misura, in questo anello emerge in modo particolarmente chiaro il carattere generico del DCC.
Anello 2: dcc:measurementResults – nucleo tecnico del certificato
I risultati di taratura veri e propri sono rappresentati nell’area dcc:measurementResults. Ogni dcc:measurementResult costituisce un blocco di misura logicamente coerente e collega risultati con metodi, strumenti di misura e condizioni d’influenza.
Componenti tipiche sono:
- metodi di taratura utilizzati (
dcc:usedMethods, ad es. DKD-R 5-1) - strumenti di misura impiegati (
dcc:measuringEquipments, ad esempio termostati o termometri di riferimento) - condizioni d’influenza documentate (
dcc:influenceConditions) - i risultati di misura stessi, rappresentati come
dcc:quantityo in forma strutturatadcc:list
Per i termometri a resistenza, una tabella risultati classica con temperatura di riferimento, indicazione, scostamento e incertezza estesa può essere trasferita direttamente in un elenco di questo tipo. Classificazioni semantiche tramite refType, ad esempio basic_referenceValue o temperature_selfHeating, garantiscono che il significato dei singoli valori resti interpretabile in modo univoco.
Questo anello costituisce quindi il fulcro metrologico dell’intero DCC.
Anello 3: dcc:comment – estensioni e informazioni aggiuntive
L’area dcc:comment funge da contenitore volutamente flessibile per contenuti che non devono necessariamente essere assegnati ai dati amministrativi o ai risultati di misura. Possono rientrarvi, ad esempio, foto dell’allestimento di misura, rappresentazioni grafiche di curve caratteristiche o dati grezzi esportati.
Qui si possono integrare anche dati strutturati, ad esempio tramite elementi dcc:quantity aggiuntivi o blocchi XML con namespace propri. Per i laboratori, questo apre la possibilità di collegare direttamente gli artefatti di valutazione ai risultati riportati, aumentando ulteriormente la tracciabilità.
Anello 4: dcc:document – rappresentazione leggibile dall’uomo
Opzionale, ma nella pratica consigliabile, è l’integrazione di una rappresentazione leggibile dall’uomo del certificato di taratura. Spesso avviene come PDF/A, in prospettiva anche come variante basata su HTML.
In questo modo il DCC resta immediatamente utilizzabile, anche se il destinatario non prevede l’elaborazione XML. La rappresentazione strutturata dei dati e il documento familiare si completano quindi, invece di competere tra loro.
In aggiunta, l’intero certificato può essere firmato crittograficamente tramite ds:Signature. Sigilli elettronici o marcature temporali qualificate consentono una protezione tracciabile di integrità e autenticità.
Concetti di base importanti
La comprensione di un Digital Calibration Certificate si basa su pochi, ma fondamentali principi strutturali. Tra questi rientrano l’architettura XML formale, il collegamento semantico tramite refType e l’uso del Digital-SI per descrivere valori quantitativi. Questi concetti valgono indipendentemente dalla grandezza di misura e costituiscono la base tecnica per una documentazione di taratura coerente e interpretabile dalle macchine. Nella taratura di temperatura vengono ulteriormente concretizzati da convenzioni specifiche, tra l’altro da DKD-E 5-3.
Struttura XML, namespace e collegamenti
Un DCC è un documento XML che viene validato rispetto a uno schema XSD definito. Questa validazione garantisce che struttura e contenuti restino interpretabili in modo univoco e impedisce modelli dati incoerenti.
Attributi centrali all’interno dello schema sono:
id(xs:ID) per l’identificazione univoca di un elemento, ad esempio di un sensorerefId(xs:IDREFS) per il collegamento referenziale, ad esempio tra valore di misura e oggetto di taraturarefType(dcc:refTypesType) per la classificazione semantica di un contenuto, ad esempiobasic_referenceValueper valori di riferimento otemperature_ITS-90per contrassegnare la scala di temperatura utilizzata
In particolare i refTypes sono decisivi per l’interpretabilità da parte delle macchine di un DCC. Mentre le classificazioni generali sono definite nel namespace “basic”, le estensioni specifiche – ad esempio per temperatura o umidità – sono descritte nelle relative raccomandazioni degli esperti e mantenute tramite vocabolari controllati.
Per le tarature di temperatura vengono utilizzati, ad esempio, namespace come temperature, in prospettiva integrati da ulteriori classificazioni differenzianti.
Digital SI (D-SI) per valori e incertezze
Tutte le indicazioni quantitative all’interno di un DCC sono descritte tramite il namespace Digital-SI (si:). Questo modello consente una rappresentazione strutturata dei valori numerici, inclusi unità e incertezza di misura.
Forme tipiche sono:
- Valori singoli come
si:realconsi:valueesi:unit - serie di misure tramite
si:realListXMLList - unità parallele, ad esempio kelvin e gradi Celsius, tramite
si:hybrid - incertezze come
si:expandedUncertaintyosi:standardUncertainty
Così, ad esempio, una temperatura di riferimento può essere memorizzata sia in gradi Celsius sia in kelvin. Questa rappresentazione multipla senza ridondanze facilita successive elaborazioni numeriche, ad esempio nell’applicazione di equazioni di valutazione.
Ruolo del DCC Wiki e dei rapporti di esperti DKD
La struttura dello schema è documentata in modo completo dal DCC Wiki e funge quindi da riferimento tecnico per struttura, elementi e regole di validazione. Su questa base, i rapporti di esperti DKD formulano raccomandazioni applicative concrete per singole grandezze di misura.
Particolarmente rilevanti sono:
- DKD-E 0-3 come raccomandazione di good practice trasversale alle grandezze di misura
- DKD-E 5-3 con linee guida specifiche per grandezze di temperatura e umidità, inclusi refTypes, indicazioni di scala e tipiche grandezze d’influenza come autoriscaldamento o isteresi
In sintesi, il DCC può essere inteso come un kit modulare strutturato. Gli elementi generici forniscono una base stabile, mentre le integrazioni specifiche garantiscono che anche particolarità metrologiche possano essere descritte in modo preciso e univoco.
Requisiti specifici della taratura di temperatura nel DCC
La taratura di temperatura pone requisiti particolari alla descrizione strutturata dei dati di taratura. La causa sono peculiarità metrologiche come l’assegnazione univoca alle scale di temperatura, la scelta di mezzi di taratura idonei e la considerazione di grandezze d’influenza caratteristiche come autoriscaldamento o isteresi. Questi aspetti hanno un impatto diretto sui risultati di misura e sui budget di incertezza e richiedono quindi una documentazione precisa e interpretabile in modo univoco.
Mentre lo schema DCC è volutamente generico, tali requisiti specifici della grandezza di misura vengono concretizzati da convenzioni tecniche. Per le grandezze di temperatura e umidità, questo ruolo è svolto dal rapporto di esperti DKD DKD-E 5-3 (“Guida all’uso dello schema DCC per grandezze di temperatura e umidità”), che descrive come trasferire in modo coerente tipici contenuti metrologici in una struttura leggibile dalle macchine.
Le sezioni seguenti riprendono queste raccomandazioni e mostrano, attraverso elementi centrali, come rappresentare correttamente le particolarità della taratura di temperatura all’interno del DCC.
Scale di temperatura e loro significato
La temperatura è una delle grandezze fisiche il cui valore misurato non è pienamente interpretabile senza riferimento alla scala sottostante. Oltre alla temperatura termodinamica $$T$$ – definita tramite la costante di Boltzmann – esistono scale pratiche come ITS-90, PLTS-2000 e la storica IPTS-68. Queste rappresentano realizzazioni ad alta precisione, ma non sono identiche.
Indicare la sola unità kelvin non è quindi sufficiente. Un DCC deve dichiarare in modo univoco a quale scala di temperatura si riferisce un valore di riferimento, affinché valutazioni, confronti o conversioni successive possano essere eseguiti correttamente dal punto di vista tecnico.
Rappresentazione nel DCC secondo DKD-E 5-3
La scala utilizzata viene codificata tramite refTypes specifici della disciplina all’interno del namespace temperature, ad esempio:
temperature_temperatureThermodynamic– temperatura termodinamicatemperature_ITS-90– Scala Internazionale di Temperatura del 1990temperature_PLTS-2000– scala per basse temperaturetemperature_IPTS-68– scala di temperatura storica
Esempio di una temperatura di riferimento all’interno di un dcc:quantity:
<dcc:quantity refType="basic_referenceValue temperature_ITS-90">
<si:hybrid>
<si:valueXMLList><si:real>373.15</si:real></si:valueXMLList>
<si:unitXMLList><si:unit>kelvin</si:unit></si:unitXMLList>
</si:hybrid>
</dcc:quantity>
Rappresentazione dei risultati di misura
I risultati di misura costituiscono il nucleo tecnico di ogni certificato di taratura. Nel DCC, quest’area diventa anche l’elemento in cui il valore aggiunto strutturale della rappresentazione digitale emerge in modo particolarmente evidente. Mentre un PDF fornisce essenzialmente una tabella visiva, il DCC descrive valori di riferimento, indicazioni, scostamenti e incertezze come oggetti dati classificati semanticamente.
I blocchi fondamentali sono elementi dcc:quantity, che vengono collegati in modo univoco a valori numerici, unità e incertezze tramite il Digital-SI (D-SI).
Struttura di base di un risultato di misura
Le indicazioni quantitative vengono memorizzate in linea di principio all’interno di <dcc:quantity refType="…">, mentre refType ne definisce il significato tecnico. Classificazioni tipiche sono:
basic_referenceValue– temperatura di riferimento, ad esempio da un termostatobasic_indicationValueobasic_measuredValue– indicazione o valore misurato del campione in provabasic_measurementError– scostamento come differenza tra riferimento e indicazione
Questa assegnazione semantica garantisce che l’interpretazione di un valore non dipenda dal contesto della tabella, ma emerga direttamente dalla struttura dati.
Digital SI per indicazioni quantitative precise
Il namespace si consente una rappresentazione coerente delle informazioni numeriche, indipendentemente dal fatto che si tratti di valori singoli o serie di misure. Forme tipiche sono:
- Valori singoli tramite
si:realconsi:valueesi:unit - serie di misure tramite
si:realListXMLList - unità parallele, ad esempio kelvin e gradi Celsius, mediante
si:hybrid - incertezze come
si:expandedUncertaintyosi:standardUncertainty
Esempio di una temperatura di riferimento:
<dcc:quantity refType="basic_referenceValue temperature_ITS-90">
<si:hybrid>
<si:valueXMLList>
<si:real><si:value>373.15</si:value></si:real>
</si:valueXMLList>
<si:unitXMLList>
<si:unit>kelvin</si:unit>
<si:unit>degreecelsius</si:unit>
</si:unitXMLList>
</si:hybrid>
</dcc:quantity>
Condizioni ambientali
Le condizioni ambientali rientrano tra le principali grandezze d’influenza nella taratura di temperatura. Parametri come temperatura del laboratorio, umidità relativa o pressione dell’aria possono entrare direttamente nel budget di incertezza oppure devono essere documentati per garantire la tracciabilità.
Nel DCC, queste indicazioni vengono rappresentate in modo strutturato tramite <dcc:influenceCondition refType="basic_ambient">, dove ogni grandezza d’influenza è gestita come un proprio <dcc:quantity>. In questo modo i parametri ambientali restano identificabili in modo univoco e, se necessario, possono essere inclusi in analisi successive.
Indicazioni tipiche nel campo della temperatura
- Temperatura ambiente (spesso nell’intervallo tra 20 °C e 25 °C)
- Umidità relativa (tipicamente circa dal 40% al 60% r. F.)
- Pressione dell’aria, se metrologicamente rilevante, ad esempio in applicazioni criogeniche
Codifica come intervallo
Nei certificati di taratura classici, la temperatura ambiente è spesso indicata come intervallo, ad esempio “(23 ± 1) °C”. Nel DCC, questa informazione può essere modellata come distribuzione uniforme, convertendo metà dell’ampiezza dell’intervallo in una corrispondente incertezza standard.
<dcc:influenceCondition refType="basic_ambient">
<dcc:quantity refType="temperature_ITS-90">
<si:real>
<si:value>296.15</si:value>
<si:unit>kelvin</si:unit>
<si:expandedUncertainty>
<si:value>0.577</si:value>
<si:coverageFactor>1.732</si:coverageFactor>
</si:expandedUncertainty>
</si:real>
</dcc:quantity>
</dcc:influenceCondition>
Indicazione del mezzo di taratura
Il mezzo di taratura utilizzato è una delle principali grandezze d’influenza nella taratura di temperatura. Trasferimento di calore, stabilità e omogeneità del mezzo influiscono direttamente su risultati e incertezze. Di conseguenza, una documentazione univoca è un prerequisito per l’interpretazione corretta dei dati di taratura.
Un termometro a resistenza, ad esempio, si comporta in modo diverso in un bagno d’olio agitato rispetto a un blocco secco o in aria. Senza l’indicazione esplicita del mezzo, non sono possibili né conclusioni affidabili sulle condizioni d’impiego né una valutazione coerente dell’incertezza.
Rappresentazione nel DCC secondo DKD-E 5-3
Nel DCC, la descrizione del mezzo di taratura avviene all’interno di dcc:measuringEquipments utilizzando refType basic_calibrationMedium. Si raccomanda l’uso di vocabolari controllati per garantire una classificazione uniforme e interpretabile dalle macchine.
| Nome DCC | Tedesco | Stato di aggregazione | Applicazione tipica |
|---|---|---|---|
air | Aria | gassoso | Termostato, camera climatica |
water | Acqua | liquido | Bagno liquido |
oil | Olio | liquido | Bagno d’olio agitato |
nitrogen_gas | Azoto (gassoso) | gassoso | Applicazioni criogeniche |
liquid | Liquido (generico) | liquido | Mezzo non ulteriormente specificato |
Esempio di codifica (bagno d’olio)
<dcc:measuringEquipment refType="basic_calibrationMedium">
<dcc:equipmentClass refType="basic_equipmentClass">
<dcc:scheme>DKD-E-5-3 Medium List</dcc:scheme>
<dcc:classId>oil</dcc:classId>
</dcc:equipmentClass>
</dcc:measuringEquipment>
L’oggetto di taratura nel DCC: termometri a resistenza secondo DKD-R 5-1
I termometri a resistenza – tra cui Pt100, Pt25.5 o termometri a resistenza al platino standard (SPRT) – rientrano tra gli strumenti di riferimento consolidati nella taratura di temperatura. Con DKD-R 5-1 esiste una direttiva ampiamente applicata che formula requisiti dettagliati per la descrizione di sensore, indicatore, catena di misura e grandezze caratteristiche rilevanti.
Nel DCC, l’oggetto di taratura viene modellato all’interno di dcc:administrativeData tramite la struttura dcc:items. Questa struttura è volutamente flessibile e consente sia la rappresentazione di singoli sensori sia di sistemi di misura complessi con più canali.
Perché è necessaria una modellazione dettagliata
Nella pratica, un oggetto di taratura è raramente un componente isolato. Spesso è presente una catena di misura completa, composta da sensore, cavo di collegamento e unità di indicazione o logging. Per la tracciabilità metrologica, questi componenti devono essere identificabili in modo univoco, così che i risultati di misura possano essere assegnati senza ambiguità in seguito – ad esempio a un determinato canale o sensore.
La descrizione strutturata del sistema di misura non è quindi solo un requisito formale, ma un prerequisito per dati di taratura coerenti e interpretabili nel lungo periodo.
Struttura chiave: dcc:items
Il modello dati distingue più livelli:
dcc:itemsdescrive il sistema complessivo, incluse indicazioni di livello superiore come denominazione, produttore o proprietario.dcc:itemrappresenta singoli componenti, ad esempio sensori o unità di indicazione.dcc:subItemsconsentono una modellazione gerarchica, ad esempio quando più sensori sono assegnati a un data logger.
Ogni dcc:item riceve un id univoco, a cui i risultati di misura possono fare riferimento tramite refId. In questo modo si crea un collegamento coerente tra oggetto di taratura e dati dei risultati.
DKD-E 5-3 raccomanda esplicitamente di non includere strumenti ausiliari interni al laboratorio come multimetri o adattatori come parte dell’oggetto di taratura. Invece, vengono documentati nell’area dcc:measuringEquipments, mantenendo così la chiara separazione tra campione in prova e tecnica di misura impiegata.
Le sottosezioni seguenti mostrano, a titolo di esempio, come rappresentare un tipico sistema di misura Pt100 secondo DKD-R 5-1 all’interno di questa struttura.
Proprietà quantitative del sensore
Oltre a informazioni su produttore, modello e numero di serie, DKD-R 5-1 richiede anche la documentazione di grandezze caratteristiche quantitative del sensore. Si tratta di parametri immutabili del datasheet, rilevanti sia per le valutazioni di incertezza sia per la riproducibilità a lungo termine delle tarature.
Nel DCC, queste proprietà vengono modellate centralmente all’interno del rispettivo dcc:item del sensore tramite dcc:itemQuantities. Le singole indicazioni sono descritte come dcc:primitiveQuantity con valori Digital-SI e refTypes specifici, risultando quindi classificate in modo univoco.
refTypes tipici secondo DKD-E 5-3
| refType | Significato | Valore di esempio | Unità |
|---|---|---|---|
temperature_probeType | Tipo di sensore (qualitativo) | Pt100 | – |
temperature_probeDiameter | Diametro della guaina del sensore | 2.3 | mm |
temperature_itemCableLength | Lunghezza del cavo di collegamento | 1.5 | m |
basic_nominalValue | Resistenza nominale a 0 °C | 100 | Ω |
Esempio di codifica (Pt100 come subItem di un logger)
<dcc:item id="fuehler_pt100_01">
<dcc:name><dcc:content>Pt100 Fühler</dcc:content></dcc:name>
<dcc:description>
<dcc:content refType="temperature_probeType">Manteltyp, 4-Leiter</dcc:content>
</dcc:description>
<dcc:itemQuantities>
<dcc:itemQuantity refType="temperature_probeDiameter">
<si:real><si:value>2.3</si:value><si:unit>millimetre</si:unit></si:real>
</dcc:itemQuantity>
<dcc:itemQuantity refType="temperature_itemCableLength">
<si:real><si:value>1.5</si:value><si:unit>metre</si:unit></si:real>
</dcc:itemQuantity>
<dcc:itemQuantity refType="basic_nominalValue">
<si:real><si:value>100</si:value><si:unit>ohm</si:unit></si:real>
</dcc:itemQuantity>
</dcc:itemQuantities>
</dcc:item>
Dati amministrativi della taratura
I dati amministrativi costituiscono il quadro stabile di un Digital Calibration Certificate. Contengono le informazioni che, indipendentemente dai risultati di misura veri e propri, garantiscono identità formale, riferibilità e tracciabilità di una taratura. Anche nella taratura di temperatura, queste indicazioni sono in gran parte standardizzate e si orientano a requisiti normativi, tra l’altro da DKD-R 5-1 e ISO/IEC 17025.
All’interno del DCC, queste informazioni sono collocate nell’area dell’anello 1 dcc:administrativeData.
Elementi chiave in dcc:coreData
<dcc:coreData>
<dcc:countryCodeISO3166_1>DE</dcc:countryCodeISO3166_1>
<dcc:usedLangCodeISO639_1>de</dcc:usedLangCodeISO639_1>
<dcc:usedLangCodeISO639_1>en</dcc:usedLangCodeISO639_1>
<dcc:mandatoryLangISO639_1>de</dcc:mandatoryLangISO639_1>
<dcc:uniqueIdentifier>TK-2026-00123</dcc:uniqueIdentifier>
<dcc:receiptDate>2026-02-01</dcc:receiptDate>
<dcc:beginPerformanceDate>2026-02-15</dcc:beginPerformanceDate>
<dcc:endPerformanceDate>2026-02-15</dcc:endPerformanceDate>
<dcc:performanceLocation>laboratory</dcc:performanceLocation>
</dcc:coreData>
Questi dati core garantiscono l’identificabilità univoca di un certificato di taratura e creano il presupposto per una documentazione a prova di revisione.
Dati del laboratorio e persone responsabili
Altri elementi centrali riguardano il laboratorio esecutore e le persone responsabili:
dcc:calibrationLaboratory– dati del laboratorio, inclusi indirizzo e stato di accreditamentodcc:respPersons– persone responsabili con descrizione del ruolo, funzione di firma opzionale e assegnazione come firmatario principale (mainSigner="true")dcc:customer– identificazione completa del committente
Queste informazioni non sono solo formali, ma costituiscono la base per responsabilità e attribuibilità giuridica.
Dichiarazioni normative in dcc:statements
Tramite dcc:statements si possono memorizzare dichiarazioni valide per l’intero certificato. Contenuti tipici sono:
- Dichiarazione di conformità normativa, ad esempio una taratura secondo DKD-R 5-1 in combinazione con ISO/IEC 17025
- Indicazioni sulla riferibilità metrologica a campioni nazionali e quindi al Sistema Internazionale di unità (SI)
- Testi di accreditamento, ad esempio nel contesto di accordi multilaterali come EA o ILAC
Esempio di una dichiarazione di accreditamento:
<dcc:statement refType="accreditation">
<dcc:norm>ISO/IEC 17025:2018</dcc:norm>
<dcc:declaration>
<dcc:content>Der Kalibrierschein dokumentiert die Rückführbarkeit auf nationale Normale...</dcc:content>
</dcc:declaration>
</dcc:statement>
Integrazioni specifiche della grandezza di misura
Già a livello amministrativo possono comparire prime indicazioni specifiche della grandezza di misura, ad esempio riferimenti a DKD-R 5-1 o la scala di temperatura utilizzata. L’identificativo univoco (uniqueIdentifier) e le indicazioni di data sono inoltre requisiti minimi normativi secondo ISO/IEC 17025.
Significato per la pratica di laboratorio
Gran parte di queste informazioni è già disponibile in forma strutturata nei laboratori moderni, spesso all’interno di un LIMS o di un sistema ordini. Il DCC trasferisce questi dati in un formato coerente e leggibile dalle macchine, consentendo così assegnazioni automatizzate – ad esempio tra certificato di taratura e campione in prova.
I dati amministrativi sono quindi molto più che informazioni di accompagnamento formali: costituiscono il fondamento organizzativo di una documentazione di taratura tecnicamente solida.
Rappresentare valori di misura e grandezze caratteristiche nel DCC
I risultati di misura costituiscono il nucleo tecnico di ogni certificato di taratura. Di conseguenza, la loro rappresentazione strutturata nel DCC è di importanza centrale. A differenza dei certificati classici, in cui i risultati sono spesso presenti come tabelle statiche o documenti incorporati, nel DCC vengono modellati come dcc:measurementResults strutturati e sono quindi immediatamente disponibili per un’ulteriore elaborazione automatica.
Per i termometri a resistenza secondo DKD-R 5-1 questo significa concretamente: una tipica tabella di taratura con più punti di temperatura viene rappresentata come dcc:list con colonne dcc:quantity parallele. In aggiunta, indicazioni su procedure applicate, strumenti impiegati e grandezze d’influenza rilevanti possono essere integrate in modo coerente.
Il rapporto di esperti DKD DKD-E 5-3 descrive in dettaglio come trasferire rappresentazioni analogiche dei risultati in queste strutture leggibili dalle macchine. Questo include, oltre alla curva caratteristica vera e propria, anche grandezze aggiuntive come valore iniziale o autoriscaldamento, che nei certificati classici sono spesso documentate separatamente o solo in forma testuale.
In questo modo, il DCC trasforma i risultati di misura da una rappresentazione principalmente visiva a oggetti dati strutturati in modo univoco. Questa struttura costituisce la base per valutazioni automatizzate, confrontabilità a lungo termine e un’integrazione coerente nei processi digitali di assicurazione qualità.
Struttura dei risultati in dcc:measurementResults
Ogni dcc:measurementResult rappresenta un blocco di risultati logicamente coerente, ad esempio una curva caratteristica principale o la determinazione dell’autoriscaldamento. All’interno di questo contenitore, sia le condizioni al contorno della taratura sia i dati di misura veri e propri vengono riuniti in modo strutturato.
Informazioni di contesto
Diversi elementi definiscono il contesto metrologico dei risultati successivi:
dcc:usedMethods– direttive applicate, ad esempio DKD-R 5-1, e istruzioni di lavoro internedcc:measuringEquipments– tecnica di misura impiegata come termostati, termometri di riferimento o ponti di misuradcc:influenceConditions– grandezze d’influenza rilevanti, ad esempio profondità di immersione, corrente di misura o mezzo di taraturadcc:measurementMetaData– metadati globali come riferibilità o dichiarazioni di conformità
Questa descrizione strutturata del contesto garantisce che i risultati di misura non vengano considerati isolatamente, ma restino sempre interpretabili in relazione alle condizioni in cui sono stati ottenuti.
Rappresentazione dei risultati
I dati di misura possono essere memorizzati in due forme fondamentali:
- Valori singoli come
dcc:quantity, ad esempio per valori iniziali - Strutture tabellari come
dcc:listcon più colonnedcc:quantityparallele
Struttura di esempio di una tabella di caratteristica
<dcc:measurementResult>
<dcc:usedMethods>
<dcc:usedMethod refType="basic_calibrationMethod">DKD-R 5-1</dcc:usedMethod>
</dcc:usedMethods>
<dcc:list refId="fuehler_pt100_01">
<dcc:quantity refType="basic_referenceValue temperature_ITS-90">
<!-- Referenzwerte als si:realListXMLList -->
</dcc:quantity>
<dcc:quantity refType="basic_indicationValue">
<!-- Anzeigewerte -->
</dcc:quantity>
<dcc:quantity refType="basic_measurementError">
<!-- Messabweichungen einschließlich Unsicherheit -->
</dcc:quantity>
</dcc:list>
</dcc:measurementResult>
Tabella risultati tipica di un PRT
Una taratura della curva caratteristica secondo DKD-R 5-1 termina nella pratica quasi sempre in una tabella con temperature di riferimento (ad es. 0 °C, 100 °C, 200 °C), i corrispondenti valori indicati del Pt100 (in Ω o °C), lo scostamento e l’incertezza estesa U(k=2). Nel DCC, questa tabella viene rappresentata come dcc:list. Le colonne sono gestite come elementi dcc:quantity paralleli, ciascuno con il proprio refType. In questo modo il significato di ogni colonna è univoco, senza che una persona debba leggere l’intestazione della tabella.
Analogico vs. DCC – confronto diretto:
| Riferimento [°C] | Indicazione [Ω] | Scostamento [mK] | U(k=2) [mK] |
|---|---|---|---|
| 0,000 | 100,012 | +12 | 8 |
| 100,000 | 138,522 | -5 | 12 |
| 200,000 | 175,834 | +18 | 15 |
Rappresentazione DCC (abbreviata, 3 punti):
<dcc:list refId="fuehler_pt100_01">
<!-- Spalte 1: Referenz (ITS-90) -->
<dcc:quantity refType="basic_referenceValue temperature_ITS-90">
<si:realListXMLList>
<si:valueXMLList>
<si:real><si:value>273.15</si:value></si:real> <!-- 0°C -->
<si:real><si:value>373.15</si:value></si:real> <!-- 100°C -->
<si:real><si:value>473.15</si:value></si:real> <!-- 200°C -->
</si:valueXMLList>
<si:unitXMLList><si:unit>kelvin</si:unit></si:unitXMLList>
</si:realListXMLList>
</dcc:quantity>
<!-- Spalte 2: Anzeige (Widerstand) -->
<dcc:quantity refType="basic_indicationValue">
<si:realListXMLList>
<si:valueXMLList>
<si:real><si:value>100.012</si:value></si:real>
<si:real><si:value>138.522</si:value></si:real>
<si:real><si:value>175.834</si:value></si:real>
</si:valueXMLList>
<si:unitXMLList><si:unit>ohm</si:unit></si:unitXMLList>
</si:realListXMLList>
</dcc:quantity>
<!-- Spalte 3: Abweichung inklusive U(k=2) -->
<dcc:quantity refType="basic_measurementError">
<si:realListXMLList>
<si:valueXMLList>
<si:real><si:value>0.012</si:value></si:real> <!-- +12 mK -->
<si:real><si:value>-0.005</si:value></si:real> <!-- -5 mK -->
<si:real><si:value>0.018</si:value></si:real> <!-- +18 mK -->
</si:valueXMLList>
<si:unitXMLList><si:unit>millikelvin</si:unit></si:unitXMLList>
<si:expandedUncXMLList>
<si:realList><si:value>0.008</si:value></si:realList> <!-- U(k=2) -->
<si:coverageFactor>2</si:coverageFactor>
</si:expandedUncXMLList>
</si:realListXMLList>
</dcc:quantity>
</dcc:list>
Dettagli importanti:
• Sono possibili unità parallele: riferimento anche in °C tramite si:hybrid
• refId: collega la tabella risultati in modo univoco all’ID del sensore
• Incertezza: assegnata direttamente allo scostamento e gestita come grandezza di temperatura (ad es. mK)
• Indicazione della scala: temperature_ITS-90 è esplicita sul valore di riferimento, non solo implicita nel testo
Pratica di laboratorio:
La struttura rappresenta, nella sostanza, esattamente ciò che oggi viene tipicamente calcolato e documentato in Excel. La differenza è che l’assegnazione non deve più essere dedotta dalla posizione della colonna, ma è contenuta semanticamente nel dataset. Uno script può acquisire la tabella direttamente dal software di misura e una valutazione riconosce subito: la colonna 1 è il riferimento, la colonna 3 è lo scostamento.
Questo rende possibili applicazioni difficili da realizzare con documenti PDF: analisi di trend su più anni, verifiche di conformità automatizzate o un confronto rapido di singoli punti di temperatura, ad esempio quando lo scostamento a 200 °C si sposta sistematicamente.
Valore iniziale e resistenza di isolamento
Oltre alla curva caratteristica, DKD-R 5-1 richiede due prove aggiuntive: il valore iniziale (resistenza a 0 °C o al punto triplo dell’acqua) e la resistenza di isolamento. Entrambe non sono valori tabellari, ma risultati di misura autonomi con propria riferibilità e spesso incertezza separata. Nel DCC vengono quindi gestite come elementi dcc:quantity dedicati al di fuori dell’elenco principale.
Valore iniziale (temperature_inputValue):\
La resistenza di un Pt100 a 0 °C (273,15 K) costituisce il punto di riferimento per conversioni successive e valutazioni della curva caratteristica. DKD-R 5-1 richiede una riferibilità tracciabile e l’indicazione dell’
incertezza di misura.
Rappresentazione DCC:
<dcc:measurementResult>
<dcc:usedMethods>
<dcc:usedMethod>DKD-R 5-1, Abschnitt 5.1</dcc:usedMethod>
</dcc:usedMethods>
<dcc:quantity refType="temperature_inputValue">
<si:real>
<si:value>100.005</si:value> <!-- gemessener Wert -->
<si:unit>ohm</si:unit>
</si:real>
<si:expandedUncertainty>
<si:value>0.002</si:value> <!-- U(k=2) -->
<si:coverageFactor>2</si:coverageFactor>
</si:expandedUncertainty>
<dcc:measurementMetaData refType="basic_metrologicallyTraceableToSI">
<dcc:declaration>Rückführbar auf nationale Normale</dcc:declaration>
</dcc:measurementMetaData>
</dcc:quantity>
</dcc:measurementResult>
Resistenza di isolamento:
Questo test serve a dimostrare un’isolazione elettrica sufficiente, ad esempio per prevenire cortocircuiti o correnti di dispersione.
Di solito è richiesto un valore minimo, ad esempio >100 MΩ, testato alla temperatura di calibrazione minima e massima.
Lo schema DCC non conosce operatori diretti come “>” o “≥”. DKD-E 5-3 raccomanda quindi di registrare esplicitamente i valori minimi misurati come valori numerici. L’interpretazione tecnica avviene successivamente tramite la
specifica sottostante.
Rappresentazione DCC (semplificata):
<dcc:quantity refType="temperature_insulationResistance">
<si:realListXMLList>
<si:valueXMLList>
<si:real><si:value>150</si:value></si:real> <!-- Min-T: 150 MΩ -->
<si:real><si:value>120</si:value></si:real> <!-- Max-T: 120 MΩ -->
</si:valueXMLList>
<si:unitXMLList><si:unit>megaohm</si:unit></si:unitXMLList>
</si:realListXMLList>
</dcc:quantity>
Prassi di laboratorio:
Nei certificati di calibrazione classici, queste informazioni appaiono spesso come nota a margine o a piè di pagina. Nel DCC, invece, il valore di ingresso e la resistenza di isolamento sono documentati come risultati di misura autonomi e tracciabili, con la
relativa metodologia. Ciò consente di supportare test automatizzati, ad esempio per verificare se un valore di ingresso rientra in tolleranze definite o se i requisiti minimi di isolamento sono soddisfatti.
Il riferimento preciso tramite usedMethods fino al livello di sezione aumenta ulteriormente la tracciabilità e facilita le valutazioni successive.
Autoriscaldamento e corrente di misura
L’autoriscaldamento (autoriscaldamento del sensore dovuto alla corrente di misura) è un classico contributo di incertezza nei termometri a resistenza. DKD-R 5-1 distingue tre casi:
- Misurato (raccomandato),
- Stimato (ad es. dalla letteratura),
- Contributo forfettario (30 mK come distribuzione rettangolare → incertezza standard 17 mK).
Nel DCC, è rappresentato come una dcc:quantity refType="temperature_selfHeating" separata, inclusi
metadati che indicano se è stato misurato e se è incluso nel budget di incertezza.
Corrente di misura:
La corrente impostata (tipicamente 1 mA per Pt100) è documentata come dcc:influenceCondition refType="temperature_measuringCurrent".
Rappresentazione DCC (autoriscaldamento misurato):
<dcc:quantity refType="temperature_selfHeating">
<si:real>
<si:value>0.025</si:value> <!-- 25 mK gemessen -->
<si:unit>millikelvin</si:unit>
</si:real>
<si:standardUncertainty>
<si:value>0.014</si:value> <!-- Standardunsicherheit -->
</si:standardUncertainty>
<dcc:measurementMetaData>
<dcc:property refType="temperature_isMeasured">true</dcc:property>
<dcc:property refType="temperature_isInUncertainty">true</dcc:property>
</dcc:measurementMetaData>
</dcc:quantity>
<!-- Messstrom als Einflussbedingung -->
<dcc:influenceCondition refType="temperature_measuringCurrent">
<dcc:quantity>
<si:real><si:value>1.0</si:value><si:unit>milliampere</si:unit></si:real>
</dcc:quantity>
</dcc:influenceCondition>
Caso forfettario (frequente):
Valore = “NaN” (nessun valore di misura concreto), solo incertezza (17 mK da 30 mK rettangolari):
<si:value>NaN</si:value>
<si:standardUncertainty><si:value>0.017</si:value></si:standardUncertainty>
Prassi di laboratorio:
Oggi spesso una nota di testo (“Autoriscaldamento 30 mK considerato”). Nel DCC, il contributo è esplicitamente quantificato e corredato di metadati – essenziale per budget di incertezza tracciabili. La macchina può verificare: “L’autoriscaldamento è stato misurato? È incluso in U?”. Ciò fa risparmiare tempo durante gli audit o le domande dei clienti e minimizza
gli errori di interpretazione.
Isteresi e altre influenze
L’isteresi descrive la differenza di temperatura alla stessa temperatura di riferimento, ma in direzione opposta (in salita/in discesa). DKD-R 5-1 ne richiede la determinazione e la considerazione – analogamente all’autoriscaldamento. Nel DCC riceve una propria dcc:quantity refType="temperature_hysteresis" con logica identica:
valore, incertezza e metadati.
Struttura DCC (analoga a 5.4):
<dcc:quantity refType="temperature_hysteresis">
<si:real>
<si:value>0.008</si:value> <!-- 8 mK hysterese -->
<si:unit>millikelvin</si:unit>
</si:real>
<si:standardUncertainty>
<si:value>0.005</si:value>
</si:standardUncertainty>
<dcc:measurementMetaData>
<dcc:property refType="temperature_isMeasured">true</dcc:property>
<dcc:property refType="temperature_isInUncertainty">false</dcc:property> <!-- separat berichtet -->
</dcc:measurementMetaData>
</dcc:quantity>
Flag metadati:
temperature_isMeasured: L’isteresi è stata determinata attivamente?temperature_isInUncertainty: Il contributo è già incluso nell’
incertezza estesa riportata?
Non misurato? Valore = “NaN”, solo incertezza (ad es. forfettaria dalla letteratura).
Altre influenze tipiche (brevi):
- Timestamp: Per ogni valore di misura come
<dcc:dateTimeXMLList>(ISO 8601)
– documenta l’ordine e il tempo (opzionale, ma utile in caso di deriva). - Profondità di immersione: In
usedMethodQuantitiescometemperature_immersionDepth(critico per la dissipazione del calore). - Dichiarazioni di conformità: In
measurementMetaDataconconformity="pass"per punto o globalmente.
Prassi di laboratorio:
L’isteresi è spesso solo stimata grossolanamente o omessa. Nel DCC, la struttura impone una decisione chiara – misurata o forfettaria? E: separata o in U? Ciò aumenta la trasparenza e facilita le analisi successive (“Isteresi > 10 mK → considerare la sostituzione”). Con refId tutto si lega perfettamente al sensore e alla curva caratteristica principale.
Dalla pratica al DCC: implementazione in laboratorio
Le sezioni precedenti hanno mostrato come è strutturato un DCC per le calibrazioni di temperatura. Il passo decisivo, tuttavia, è l’implementazione pratica: come fa un laboratorio a convertire le sue esistenti
tabelle Excel, software di valutazione e istruzioni di lavoro in un DCC valido? Questa sezione delinea il flusso di lavoro dal certificato PDF analogico al DCC leggibile dalla macchina – con un focus sulla fattibilità realistica.
Dal certificato analogico al DCC
Situazione di partenza in molti laboratori:
I dati di misura provengono direttamente dal software di calibrazione. Nel foglio di calcolo vengono poi valutati valori di riferimento, indicazioni, deviazioni e incertezze con formule. Il rapporto finale viene creato in un programma di scrittura o LaTeX come PDF – con tabelle e grafici incorporati. Dati amministrativi come informazioni sul cliente, data o numero di serie provengono dal LIMS o vengono inseriti manualmente.
Come arriva nel DCC:
La struttura viene ripresa direttamente dai modelli – dati amministrativi dal LIMS, tabelle da Excel, valori speciali aggiunti singolarmente, grafica/PDF allegati.
Utilizzare i modelli:
DKD-E 5-3 contiene nell’appendice A/B esempi XML completi per calibrazioni Pt100. Prenderli come punto di partenza, sovrascrivere i campi – invece di iniziare da zero.
Risultato: Da 30 minuti di creazione PDF si passa a 5-10 minuti di generazione + validazione DCC. Il DCC non sostituisce il PDF, ma lo integra con la fruibilità automatica.
Una conclusione sullo stato attuale
Il DCC non è un esperimento XML astratto, ma uno strumento che traduce esattamente la densità informativa di un certificato di calibrazione analogico in un formato leggibile dalla macchina – specialmente per le calibrazioni di temperatura
con le loro sfumature di scala, mezzo e influenza. I punti più importanti:
- Mappatura strutturata: Dalla descrizione del sensore
(dcc:items) alle tabelle delle curve caratteristiche (dcc:list) fino all’
autoriscaldamento e all’isteresi – tutto conrefTypessemantici
e D-SI. - Valore aggiunto tramite precisione: Scale esplicite
(temperature_ITS-90), metadati (“inclusi nell’incertezza?”) e
collegamenti (refId) rendono i DCC direttamente valutabili. - Fattibile in laboratorio: Con il mapping da Excel/LIMS e i modelli da
DKD-E 5-3, l’inizio è semplice.
Il DCC segna quindi il prossimo passo logico dopo i certificati PDF: da documenti statici a fonti di dati strutturate che consentono analisi di tendenza, controlli di conformità e automazione.
Per i laboratori di temperatura, il momento è propizio – i componenti tecnici sono pronti. Chi inizia con un esempio Pt100 di solito acquisisce rapidamente esperienza pratica.
Fonti
[1] Digital Calibration Certificate DCC
Physikalisch-Technische Bundesanstalt (PTB)
https://www.ptb.de/cms/metrologische-dienstleistungen/dkd/dkd-dcc.html[file:16]
[2] DCC Wiki (Stato: 08.01.2026)
https://dccwiki.ptb.de[file:17]
[3] DKD-E 5-3: Guida all’uso dello schema DCC per la creazione di un certificato di calibrazione digitale per grandezze di misura di temperatura e umidità
https://www.ptb.de/cms/fileadmin/internet/dienstleistungen/dkd/archiv/Publikationen/Expertenberichte/DKD-E_5-3_DCC_Rev0_de.pdf[file:16]
[4] DKD-R 5-1: Calibrazione di termometri a resistenza
(riferito in DKD-E 5-3 e documentazione PTB)[file:16]
Fonte immagine di intestazione: Screenshot dal file XML di esempio in DKD-E 5-3, Appendice A (PTB).


